Tuesday, July 21, 2026

Italy - police's murder a migrant worker - big demostration and a night of clashes

 proletari comunisti/CP maoist Italy info

Bologna - contro gli sbirri assassini, il governo e lo stato che li protegge , i sepolcri imbiancati - la giusta ribellione - massimo appoggio






Fakir, la protesta si sposta all'Interporto: "Blocchiamo le merci"


il comunicato del Si Cobas nazionale

UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA!

21-07-2026

L’assassinio di Fakir Abderrahim da parte della polizia ha avuto un forte eco tra i lavoratori dei vari magazzini dell’interporto bolognese.

Una massa umana si è addensata davanti all’entrata di questa area dimostrando cosi ai padroni e allo Stato che l’uccisione di un loro compagno non resterà impunità.

I mandanti di quei poliziotti che hanno ucciso con una violenza repressiva disumana pagano cosi un prezzo altissimo.

Migliaia di camion fermi altre miglia dirottati su Milano. Nelle due settimane precedenti 5 giornate di sciopero contro Sda, Brt e Gls avevano “dissanguato” la fonte dei profitti di quelle aziende e oggi hanno subito una batosta memorabile.

Ogni uomo, proletario, ha ricordato ai padroni che la repressione non passerà senza conseguenza verso la loro sete di potere, hanno pagato( ancora poco) delle gesta degli sbirri assassini del compagno Fakir.

Uno striscione con scritto ” Con te Fakir Abderrahim non hanno ucciso la nostra lotta. Tremate padroni noi continueremo a lottare” ,significando cosi con 24 ore di sciopero che la memoria operaia è viva in onore di ogni sfruttato che il sistema capitalistico ogni giorno uccide per mano della polizia o nei luoghi di lavoro dove lo sfruttamento si realizza.

Uno sciopero di questo genere dimostra che la classe esiste non solo per vivere del proprio salario ma che ciò non basta, aspira si ad avere il pane ma anche le rose.

Una battaglia vinta in giornate di lutto per un loro compagno caduto per la repressione assassina degli uomini al servizio dello stato borghese.

SI COBAS Nazionale


da bolognatoday

Blocchi e rallentamenti dalle 22 di lunedì. Il Si Cobas ferma le aziende della logistica dove lavorava il 43enne morto al Pilastro: "Facciamo un danno economico"

Dopo il presidio e i disordini in centro per la morte di Abderrahim Fakir, durante un intervento della polizia al Pilastro, si prosegue con la mobilitazione sindacale. Nella notte tra lunedì e martedì è iniziato lo sciopero nelle aziende dell'Interporto di Bologna, con ripercussioni sulla circolazione nell'area, Fakir lavorava infatti in una ditta di facchinaggio. 

“Alle ore 22, bloccheremo con uno sciopero tutte le aziende dell'Interporto di Bologna”, aveva fatto sapere Si.Cobas, quindi nella serata di ieri, 20 luglio, si sono verificati blocchi e rallentamenti lungo via Santa Maria in Duno, la Rotonda Segnatello e la Trasversale di Pianura, disagi alla viabilità potrebbero proseguire anche nella mattinata di oggi, 21 luglio. Il blocco sarebbe terminato, mentre lo sciopero si concluderà alle 22 di oggi. 

Anche la Cgil aveva proclamato un pacchetto di due ore di sciopero "per favorire la massima partecipazione" alla manifestazione in programma in piazza Nettuno. "Scendiamo in piazza e rispondiamo alla chiamata del sindaco di Bologna Matteo Lepore a tutte le forze democratiche della città. Invitiamo tutti ad esserci, vogliamo verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir", avevano dichiarato Anna Cocchi, presidente dell'Anpi di Bologna, Rossella Vigneri, presidente Arci Bologna, e Michele Bulgarelli, segretario della Cgil di Bologna.

Perché gli operatori sanitari non sono intervenuti durante l'arreso mortale di Abderrahim Fakir: "Hanno seguito il protocollo"

Il Si Cobas rivendica lo sciopero in corso nel settore della logistica, dove lavorava Fakir, spiegando che la mobilitazione "risponde all'omicidio avvenuto" e sostenendo che "ci sarà ancora necessità di continuare la mobilitazione a fianco della famiglia".

“Blocchiamo le merci, facciamo un danno economico”

“Abderrahim chiedeva aiuto e che gli hanno dato era un ginocchio sul collo, lo spray urticante e la morte come se fosse una bestia”, dice al megafono un sindacalista Si. Cobas all'Interporto. “Se vogliamo davvero giustizia è importante che ci sia una lotta nei tribunali, ma la vera lotta di classe, di chi viene sfruttato tutti i giorni e non vuole fare la stessa fine di Abderrahim".

“Gli scioperi hanno il merito di dimostrare che se c'è un problema in questo paese, sono i salari, sono le condizioni di vita, sono la m… che si vive tutti i giorni nei quartieri popolari”. Quindi, contro Vannacci “che cerca di convincerci che il problema sono gli immigrati, quando la classe operaia immigrata è uno dei pochi motivi di vanto che abbiamo in questo paese, perché le migliori lotte negli ultimi anni, le avete fatte voi anche in questo interporto, avete strappato diritti che prima non esistevano. Ci avete insegnato, ci avete fatto ricordare che cos'era la lotta di classe. Tutti noi viviamo le condizioni che hanno portato Abderrahim a morire come un cane". 

“Continuiamo con lo sciopero tutta la notte - annunciano - blocchiamo le merci, facciamo un danno economico perché ricordiamoci Abderrahim è morto nel giorno in cui non lavorava, mentre tutta la settimana la passava a spaccarsi la schiena per ingrassare il portafogli di un padrone che magari poi andava in giro, andava in televisione, andava a dire che il problema di questo paese sono gli immigrati. Chi tocca uno tocca tutti."

"Bologna ha un lungo debito col Pilastro"

Nel documento del sindacato si legge inoltre che "Bologna ha un lungo debito col Pilastro, l'uccisione di Fakir allunga la lista. Questo debito non può essere curato con la retorica, può essere pagato solo ridando dignità, servizi e serenità ai quartieri popolari: la vera sicurezza è quella sociale". Il comunicato si conclude con la richiesta di "verità e giustizia per Abderrahim Fakir".

Secondo la Cub, quanto accaduto “si inserisce in una successione sempre più preoccupante di episodi caratterizzati da un uso sproporzionato della forza” e annuncia il sostegno "allo stato di agitazione proclamato nella provincia di Bologna e allo sciopero indetto per lunedì 20 luglio, dalle ore 22, in tutte le aziende dell'Interporto di Bologna", invitando lavoratrici e lavoratori a partecipare alla mobilitazione.



Bologna, con una grande e determinata manifestazione, rivendica giustizia per Abderrahim Fakir, ucciso dalla polizia e dal razzismo/fascismo di questo governo che vuole lo scudo penale per i criminali in divisa


 prime info e foto


Il presidio spontaneo il giorno stesso dell'omicidio nello stesso quartiere dov'è avvenuto per mano della polizia  ha subito detto che non devono passare nè menzogne nè false verità su questo assassinio di Stato, e quel presidio aveva lanciato la manifestazione del 20 in piazza del Nettuno fatta propria dal sindaco Lepore. Per quella stessa giornata è stato indetto lo sciopero a partire dalle ore 22 all'Interporto indetto dal SiCobas, con l'appello che fosse uno sciopero generale da estendere in tante realtà anche fuori Bologna.

Grande è stata la partecipazione in Piazza del Nettuno.




All'apertura della manifestazione la nipote di Fakir in piazza ha ringraziato tutte le persone che erano state vicine alla famiglia e che continuavano a esserlo, suo zio non era un caso di cronaca, non era un soggetto da titoli di giornali, ma era una persona e come tale andava rispettata, come tale pretendeva rispetto e giustizia, rispetto e giustizia contro cui tutta la fogna mediatica delle forze dell'ordine, dei giornalisti servi, del governo e dei politicanti fascio-razzisti hanno gettato fango, a far quadrato a difesa degli sbirri assassini che si spolveravano le mani dicendo "è andato" e del personale sanitario lì presente. Riporta Radio Onda d'urto che anziché nel “registro degli indagati”, il fascicolo è stato aperto con il “modello 45 bis”, quindi i nomi dei due poliziotti e i quattro sanitari sono nel percorso accelerato che entro trenta giorni - prorogabili a 120 perché ci saranno le richieste di perizie tecniche- potrebbe portare all’archiviazione del caso..

dalla piazza migliaia di persone sono partite in un corteo spontaneo verso la Prefettura blindata da reparti celere contro cui sono partiti numerosi cori e slogan. 

Una parte del corteo è rimasta davanti alla Prefettura mentre un'altra ha voluto continuarlo per le vie della città. Quando sono partite le cariche e gli idranti da parte della polizia il corteo che si era allontanato dalla Prefettura è ritornato indietro ed è diventato uno solo, a confermare il suo carattere di assedio di massa popolare unitario.

La polizia ha usato idranti e lacrimogeni per fare indietreggiare i manifestanti fino in via Ugo Bassi, in via Rizzoli, ma il corteo è rimasto lì, fino a tarda notte, con la polizia che ha inseguito le persone per le vie di Bologna ed effettuato diversi fermi. Non è ancora chiaro quante persone sono state fermate, se e quanti sono gli arresti, né il numero delle persone ferite dalle manganellate della polizia.

Noi aggiungiamo che lacrimogeni sono stati sparati anche dal tetto della sala Borsa in piazza e un giornalista de l'Espresso è stato manganellato da un poliziotto. La caccia all'uomo è continuata con i rastrellamenti nei condomini con arresti.

Alle 22 è iniziato lo sciopero e i blocchi di 24 ore all’Interporto di Bologna convocato da Si Cobas, nel luogo dove Abderrahim lavorava.




davanti alla Prefettura blindata da camionette e celerini con caschi e scudi




















Bologna la protesta e le sue voci

 

Diffondiamo la parola di chi ha immediatamente avuto la forza e la capacità di reagire come i familiari di Fakir e la comunità del quartiere Pilastro che, ieri sera, è scesa in strada in migliaia e gli appuntamenti di mobilitazione di quest’oggi a partire dallo sciopero della logistica chiamato dai Si Cobas.

da Acta Media il video dell’omicidio di Fakir – segue richiesta di inviare testimonianze alla pagina

Acta media ha raccontato la determinazione e la lucidità della piazza di ieri sera e dei familiari dell’uomo.

A Bologna è stato chiamato un doppio appuntamento per oggi: alle 19 in Piazza del Nettuno e alle 22 all’interporto per lo sciopero della logistica.

Video e intervento del Comitato di quartiere Pilastro

Di Faki ucciso non si deve parlare... INTANTO UNA GRANDE MANIFESTAZIONE E' IN CORSO A BOLOGNA

Mentre dell'assassino gioielliere stampa e telegiornali parlano prima di tutte le notizie, prima delle guerra, dei bombardamenti/massacri che continuano a Gaza e nel Medio Oriente, sull'uccisione di Faki, un lavoratore deve invece calare il silenzio, per proteggere i poliziotti assassini; intanto il governo vuole utilizzare il decreto sicurezza che ha previsto lo "scudo penale" per le forze dell'ordine che uccidono. 

Ma vi illudete, bastardi! Tantissima gente è oggi scesa in piazza per denunciare, protestare contro questo assassinio di Stato!

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Comunicato di denuncia dei giornalisti Rai e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana - segue la dichiarazione di un avvocato: “Non è bastato Aldrovandi, non è bastato Magherini. Quella posizione uccide”: parla l’avvocato Fabio Anselmo | Radio Popolare

Morto a Bologna durante intervento di Polizia, il Tg regionale non trasmette il servizio. Il Comitato di Redazione, insieme a Usigrai, ASER e FNSI contesta la scelta della direzione

Nell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata. A realizzare il servizio era stato inviato un redattore esperto della redazione di Bologna

Il montaggio mostrava le immagini e la voce dell’uomo immobilizzato e colpito dagli agenti mentre chiedeva ripetutamente aiuto, immagini che da ore circolavano sul web e sulle principali testate e che oggi sono l’apertura di tutti i principali quotidiani. Come di consueto, il collega ha inviato il servizio in visione al responsabile di line di turno che gli ha chiesto – su indicazione della direzione – di rimuovere parte del video in cui si vedeva Fakir ormai senza vita e soprattutto cancellare l’espressione “intervento violento”. Una modifica non condivisa dal redattore, che ha chiarito di voler ritirare la firma come previsto dal contratto.

Il servizio è stato inviato alle 19.13, quindi 24 minuti prima della messa in onda del tg la cui sigla parte alle 19.37.



Qué dejó la cumbre la OTAN?

¿Qué dejó la cumbre la OTAN? 1

El 7 y 8 de julio se realizó la 36ª reunión de la OTAN en Ankara, Turquía. Evento realizado en medio de gigantescas manifestaciones de rechazo en Ankara, Estambul e Izmeir dejando un saldo de más 550 activistas detenidos en 20 días. Movilizaciones que fueron respaldadas en diferentes países de Europa por cuanto la cumbre representa un paso adelante en los preparativos de guerra imperialista, del aumento de presupuesto de guerra y el armamentismo a cuenta de sacrificar el gasto social, aumentar los impuestos y rebajar los salarios.

Las cifras hablan claro

El informe presentado por el secretario general, Mark Rutte, da cuenta de que los aliados europeos y canadienses incrementaron en el 2025 el gasto en la carrera armamentista en casi 90 000 millones de dólares, un 20 % más que en 2024; que corresponde al 2,3 % del PIB que en 2014 fue del 1,4 % como les había exigido Trump. Son 634 000 millones de dólares estimados para 2026 en la carrera armamentista en Europa y Canadá, frente a 850 000 millones de dólares de Estados Unidos. Algunos como Albania, República Checa y Eslovenia alegan dificultades para alcanzar la meta del 2 % del PIB este año, pero que harán esfuerzos por cumplirla. Y como si fuera poco en Ankara anunciaron más de 50 000 millones de dólares en nuevas adquisiciones que les venderán los yanquis, unida al compromiso de aumentar el gasto militar al 5 % del PIB.

¿Qué dejó la cumbre la OTAN? 2
¿Qué dejó la cumbre la OTAN? 3
Gráficas tomadas del Comunicado de Prensa de la OTAN del julio 2026, página 3.

Esto en plata blanca significa, billones para la guerra a cuenta de sacrificar a quienes producen la riqueza; los mismos que son la carne de cañón en sus guerras reaccionarias de agresión a los pueblos y de rapiña imperialista, como ocurre en Ucrania a quien la cumbre prometió 70 000 millones de euros en «ayuda» militar para este año, en busca de impedir el avance de los imperialistas rusos, y de llevarse también una parte del jugoso botín que ya le ha costado a los pueblos de Ucrania y Rusia más de 2 millones de obreros y campesinos entre muertos y heridos, por no hablar de los desplazados y de los daños materiales causados.

En la apariencia, triunfó Trump y los imperialistas yanquis en Ankara al seguir descargando los costos de la guerra en Ucrania sobre los pueblos de sus aliados y lacayos de Europa y Canadá, mientras se lucra de la venta de armamentos y demás artefactos para la guerra.

Pero tales presupuestos contrastan con la dura realidad pues el crecimiento actual de la mayoría de las economías europeas se ubica apenas por encima del 1 %, a las que ahora se les exige destinar el 5 % de sus ingresos a la guerra. Un compromiso que lleva implícito el recorte en el gasto social y la inversión pública, a lo que se agregan las medidas proteccionistas yanquis que restringen el aumento de los ingresos europeos. Esto además empuja como nunca antes el incremento de la industria armamentista en Europa que ya Alemania, Francia e Inglaterra se proponen para recuperar la inversión mediante la comercialización de armamento a otros países.

La Cumbre de Ankara no fue como la pintan

Así las declaraciones propagadas por los medios al servicio de los preparativos de guerra imperialista, fue de victoria y de unidad, la lacónica declaración de 6 puntos dice mucho. Aunque allí se ratifica lo acordado en La Haya el año pasado, en el sentido de que los imperialistas europeos y canadienses asumirán la responsabilidad principal, mientras que los yanquis asumirán una posición de apoyo; aunque se reitera su apoyo incondicional a Ucrania «para contrarrestar la amenaza a largo plazo que Rusia representa para la seguridad y la estabilidad euroatlánticas, así como la persistente amenaza del terrorismo», y se reafirma que «Irán jamás debe poseer armas nucleares y le exigen que respete plenamente la libertad de navegación en el estrecho de Ormuz»… el hecho es que la unidad no pasa de ser una fachada y no solo por lo ya dicho arriba.

El mismo secretario general de la OTAN, Mark Rutte, reconoce la existencia de un «desacuerdo creciente» sobre la agresión de los imperialistas yanquis a Irán que no ha tenido el apoyo abierto de Alemania, Francia, Italia y España como esperaba Trump; el negarse a considerar siquiera cualquier compromiso de apoyo a la intención de anexarse a Groenlandia; como tampoco existe ningún avance de los yanquis para comprometer a sus socios en la perspectiva de enfrentar a China y respaldar sus esfuerzos en el terreno militar en el sudeste asiático, donde no son suficientes los acuerdos como el Pacto Trilateral entre Estados Unidos, Japón y Corea del Sur; ni el QUAD ((Diálogo de Seguridad Cuadrilateral) entre Estados Unidos, Japón, Australia e India.

Este panorama muestra, no solo las grandes contradicciones que enfrenta el imperialismo estadounidense en medio de su decadencia en el panorama mundial, sino que además hace notar la fragilidad de los acuerdos con sus aliados, que tienen sus propias aspiraciones en una nueva confrontación por el reparto del mundo.

La cumbre de la OTAN en Ankara, deja para el proletariado y los pueblos del mundo un profundo mensaje: todas las medidas tomadas y las que no pudieron tomar, muestran la fragilidad del equilibrio entre las potencias imperialistas y acrecientan el peligro de la guerra por un nuevo reparto del mundo; a la vez que todas esas medidas conducen a empeorar las condiciones de existencia de los trabajadores de los países imperialistas, acercándolos aún más a las condiciones del proletariado en los países oprimidos, creando mejores condiciones para su lucha común contra los enemigos comunes. Condición beneficiada por la creciente rebeldía del proletariado y los pueblos del mundo que se resisten a las reformas antipopulares y a los designios de los imperialistas, sus socios y lacayos de los países oprimidos, facilitando y mejorando las condiciones para forjar la Asociación Mundial del Proletariado; organización necesaria para acercar el triunfo de la revolución proletaria mundial, única salida ante el peligro de la barbarie que se cierne sobre la humanidad.


mass rally in India in support students protest in Delhi


 

A mass march is being organized at the Jadavpur 8B premises today (July 20th) from 17:00 in support of the students protesting in Delhi, against the State oppression on Sonam Wangchuk who is on hunger strike, with several demands – including the cancellation of NTA under the joint initiative of the Revolutionary Students’ Front (RSF) and various student youth and leftist organizations. We call upon all democratic, progressive, anti-fascist organizations and individuals to unite in the interest of the student community of the country, in the interest of a fair education system, against fascist aggression, and in favor of the just demands of the students.

Mass rally

July 20th

17:00

Jadavpur 8B

 

Inde : La contestation

 étudiante s’étend malgré la répression

La police indienne a dispersé, lundi à New Delhi, une manifestation organisée par le « Parti du peuple des cafards » (Cockroach Janata Party, CJP), un mouvement né sur les réseaux sociaux et devenu le symbole de la colère d’une partie de la jeunesse. Les manifestants réclamaient notamment la démission du ministre de l’Éducation, Dharmendra Pradhan, après les scandales de fraude aux examens nationaux. Malgré l’interdiction de manifester, des milliers de personnes ont défilé de manière déterminée en s’affrontant aux policiers. Les forces de l’ordre sont intervenues avec des gaz lacrymogènes et des matraques, tandis que plusieurs personnes ont été arrêtées.

Sunday, July 19, 2026

Inde : Le militant écologiste Sonam Wangchuk hospitalisé de force après 20 jours de grève de la faim

 


Le militant écologiste indien Sonam Wangchuk a été évacué de force par la police puis hospitalisé à New Delhi après 20 jours de grève de la faim en soutien au « Parti des Cafards », un mouvement étudiant dénonçant les fraudes aux examens nationaux. Les autorités affirment avoir agi pour préserver sa santé, conformément à une décision de justice, tandis que ses proches dénoncent une intervention à caractère politique.

Malgré son hospitalisation, Sonam Wangchuk poursuit son jeûne et la marche prévue vers le Parlement est maintenue sous la conduite de son épouse. Son évacuation a ravivé la mobilisation, avec l’arrivée de nouveaux manifestants et la poursuite de la grève de la faim par plusieurs étudiants à New Delhi.

Oman’s Forgotten Feminist Marxist Revolution -info

Saturday, July 18, 2026

it needs to create today a unitary International Communist Forum..against revisionism, neo revisionism and phony 'comunist' and pseudo maoists' pretty bourgeois tendency

 

In the face of all this, the proletarians, the popular masses, the peoples oppressed by imperialism have no other way than to intensify the struggle, develop social and popular upraisings, armed struggles, launching people’ war and movements aimed at overthrowing reactionary governments serving imperialism and the ruling classes.

These movements demonstrate with their strength and their limitations that there is no alternative to the path of Revolution: New Democratic Revolutions, Socialist Revolutions.

The main instrument for making revolution is the revolutionary party. Building and strengthening the communist parties, defending them from the plans of the bourgeoisie to annihilate them ( specially against maoists: Operation Kagar in India, Repression in Philippines,Turkey etc) is today the main task and the key to advancing the proletarian and popular movements in all countries of the world.

Only the construction of the Marxist-Leninist-Maoist Communist Party allows the development of the proletarian and people’s united front and the creation of the people’s and proletarian army necessary for the overthrow of the ruling classes in each country and of the imperialist system on a world scale.

The Marxist-Leninist-Maoist Communist Parties must be formed and developed in the fire of the class struggle strictly linked with the masses, as workers’ vanguard detachments, units capable of leading the proletarian and popular struggle, the political struggle, in the context of the different countries, to develop the class war, the revolutionary war, the people’s war.

Marxist-Leninist-Maoist communist parties capable of analyzing the errors and defeats of the communist movement, of the past as well as those of today; capable of guiding the direct experience of the proletarians, of the masses and the movements of struggle.

The communist parties engaged in the people’s war and all parties and organisations that work for this and for the revolution must play a vanguard role, in a costant struggle against revisionism and ‘leftism’, for building the international communist organization, an unified international organization, under the banner of Marxism-Leninism-Maoism to lead the proletariat and the popular masses in the capitalist, imperialist countries and countries oppressed by imperialism in the revolutionary struggle for socialism.

To this aim, it is necessary to create today a unitary International Communist Forum capable of helping to lead the proletariat in the capitalist and imperialist countries and in the countries oppressed by imperialism in the struggle, mobilizing all the anti-imperialist forces, the national liberation movements and the advanced parts of the movements against war, fascism, reaction and repression, genocides, territorial and environmental devastation.

This is today the necessary stage to advance in the reconstruction of the International Communist Movement and a new Communist International.

The world is faced with the epochal clash between imperialist war and revolution for the liberation of proletarians and peoples.

The teachings and slogans of Lenin and Mao are back really clear

Lenin

‘Transforming the imperialist war into a civil war’

‘Imperialism is the dawn of the world revolution of the proletariat’

‘There is one and only one kind of real internationalism and that is – working unconditionally for the development of the revolutionary movement and revolutionary struggle in one’s own country, supporting (with propaganda, solidarity and material aid) this struggle, this and only this line in every country without exception’

Mao

“History shows that wars are divided into two categories: just wars and unjust wars. All progressive wars are just, and all wars that impede progress are unjust. We communists, oppose all unjust wars that impede progress. We communists not only do not oppose just wars, but we actively participate in them. The First World War is an example of an unjust war: the two sides fought for imperialist interests, and that is why communists all over the world resolutely opposed it. The means of opposing such a war is to do everything possible to prevent it before it breaks out, but once it has broken out, one must oppose the war with war, oppose the unjust war with the just war, whenever possible.”

may day joint declaration 2026 

From Ang Bayan: Filipinos In US Join Strike Of C&H Sugar Refinery Workers

 July 16, 2026

Filipino community members in Southern California have joined the strike of C&H Sugar Refinery workers in Crockett, Contra Costa County, California. Among them are members of Bagong Alyansang Makabayan SoCal, Migrante San Fernando Valley, Malaya Daly City, Anakbayan LA, Anakbayan Hayward, and the Defend Negros NorCal Coalition.

In addition, allied groups including the International League of Peoples’ Struggle-USA, the International Coalition for Human Rights in the Philippines-USA, and Friends of the Filipino People in Struggle-USA joined the action.

On June 15, more than 100 C&H Sugar workers began their strike to condemn the company’s anti-worker plans. These include eliminating healthcare benefits for retirees, reducing sick leave and overtime pay, removing the seniority system for promotions, and unfair scheduling on weekends. Most of the workers have been with the company for decades, have suffered workplace injuries, and receive unfair wages. The company also subjects workers to extremely hazardous working conditions, with many reporting injuries such as lost fingers, feet, or arms, and bone fractures.

The union is under the International Longshore & Warehouse Union (ILWU) Local 6.