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Fakir, la protesta si sposta all'Interporto: "Blocchiamo le merci"
il comunicato del Si Cobas nazionale
UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA!
21-07-2026
L’assassinio di Fakir Abderrahim da parte della polizia ha avuto un forte eco tra i lavoratori dei vari magazzini dell’interporto bolognese.
Una massa umana si è addensata davanti all’entrata di questa area dimostrando cosi ai padroni e allo Stato che l’uccisione di un loro compagno non resterà impunità.
I mandanti di quei poliziotti che hanno ucciso con una violenza repressiva disumana pagano cosi un prezzo altissimo.
Migliaia di camion fermi altre miglia dirottati su Milano. Nelle due settimane precedenti 5 giornate di sciopero contro Sda, Brt e Gls avevano “dissanguato” la fonte dei profitti di quelle aziende e oggi hanno subito una batosta memorabile.
Ogni uomo, proletario, ha ricordato ai padroni che la repressione non passerà senza conseguenza verso la loro sete di potere, hanno pagato( ancora poco) delle gesta degli sbirri assassini del compagno Fakir.
Uno striscione con scritto ” Con te Fakir Abderrahim non hanno ucciso la nostra lotta. Tremate padroni noi continueremo a lottare” ,significando cosi con 24 ore di sciopero che la memoria operaia è viva in onore di ogni sfruttato che il sistema capitalistico ogni giorno uccide per mano della polizia o nei luoghi di lavoro dove lo sfruttamento si realizza.
Uno sciopero di questo genere dimostra che la classe esiste non solo per vivere del proprio salario ma che ciò non basta, aspira si ad avere il pane ma anche le rose.
Una battaglia vinta in giornate di lutto per un loro compagno caduto per la repressione assassina degli uomini al servizio dello stato borghese.
SI COBAS Nazionale
da bolognatoday
Blocchi e rallentamenti dalle 22 di lunedì. Il Si Cobas ferma le aziende della logistica dove lavorava il 43enne morto al Pilastro: "Facciamo un danno economico"
Dopo il presidio e i disordini in centro per la morte di Abderrahim Fakir, durante un intervento della polizia al Pilastro, si prosegue con la mobilitazione sindacale. Nella notte tra lunedì e martedì è iniziato lo sciopero nelle aziende dell'Interporto di Bologna, con ripercussioni sulla circolazione nell'area, Fakir lavorava infatti in una ditta di facchinaggio.
“Alle ore 22, bloccheremo con uno sciopero tutte le aziende dell'Interporto di Bologna”, aveva fatto sapere Si.Cobas, quindi nella serata di ieri, 20 luglio, si sono verificati blocchi e rallentamenti lungo via Santa Maria in Duno, la Rotonda Segnatello e la Trasversale di Pianura, disagi alla viabilità potrebbero proseguire anche nella mattinata di oggi, 21 luglio. Il blocco sarebbe terminato, mentre lo sciopero si concluderà alle 22 di oggi.
Anche la Cgil aveva proclamato un pacchetto di due ore di sciopero "per favorire la massima partecipazione" alla manifestazione in programma in piazza Nettuno. "Scendiamo in piazza e rispondiamo alla chiamata del sindaco di Bologna Matteo Lepore a tutte le forze democratiche della città. Invitiamo tutti ad esserci, vogliamo verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir", avevano dichiarato Anna Cocchi, presidente dell'Anpi di Bologna, Rossella Vigneri, presidente Arci Bologna, e Michele Bulgarelli, segretario della Cgil di Bologna.
Perché gli operatori sanitari non sono intervenuti durante l'arreso mortale di Abderrahim Fakir: "Hanno seguito il protocollo"
Il Si Cobas rivendica lo sciopero in corso nel settore della logistica, dove lavorava Fakir, spiegando che la mobilitazione "risponde all'omicidio avvenuto" e sostenendo che "ci sarà ancora necessità di continuare la mobilitazione a fianco della famiglia".
“Blocchiamo le merci, facciamo un danno economico”
“Abderrahim chiedeva aiuto e che gli hanno dato era un ginocchio sul collo, lo spray urticante e la morte come se fosse una bestia”, dice al megafono un sindacalista Si. Cobas all'Interporto. “Se vogliamo davvero giustizia è importante che ci sia una lotta nei tribunali, ma la vera lotta di classe, di chi viene sfruttato tutti i giorni e non vuole fare la stessa fine di Abderrahim".
“Gli scioperi hanno il merito di dimostrare che se c'è un problema in questo paese, sono i salari, sono le condizioni di vita, sono la m… che si vive tutti i giorni nei quartieri popolari”. Quindi, contro Vannacci “che cerca di convincerci che il problema sono gli immigrati, quando la classe operaia immigrata è uno dei pochi motivi di vanto che abbiamo in questo paese, perché le migliori lotte negli ultimi anni, le avete fatte voi anche in questo interporto, avete strappato diritti che prima non esistevano. Ci avete insegnato, ci avete fatto ricordare che cos'era la lotta di classe. Tutti noi viviamo le condizioni che hanno portato Abderrahim a morire come un cane".
“Continuiamo con lo sciopero tutta la notte - annunciano - blocchiamo le merci, facciamo un danno economico perché ricordiamoci Abderrahim è morto nel giorno in cui non lavorava, mentre tutta la settimana la passava a spaccarsi la schiena per ingrassare il portafogli di un padrone che magari poi andava in giro, andava in televisione, andava a dire che il problema di questo paese sono gli immigrati. Chi tocca uno tocca tutti."
"Bologna ha un lungo debito col Pilastro"
Nel documento del sindacato si legge inoltre che "Bologna ha un lungo debito col Pilastro, l'uccisione di Fakir allunga la lista. Questo debito non può essere curato con la retorica, può essere pagato solo ridando dignità, servizi e serenità ai quartieri popolari: la vera sicurezza è quella sociale". Il comunicato si conclude con la richiesta di "verità e giustizia per Abderrahim Fakir".
Secondo la Cub, quanto accaduto “si inserisce in una successione sempre più preoccupante di episodi caratterizzati da un uso sproporzionato della forza” e annuncia il sostegno "allo stato di agitazione proclamato nella provincia di Bologna e allo sciopero indetto per lunedì 20 luglio, dalle ore 22, in tutte le aziende dell'Interporto di Bologna", invitando lavoratrici e lavoratori a partecipare alla mobilitazione.
Bologna, con una grande e determinata manifestazione, rivendica giustizia per Abderrahim Fakir, ucciso dalla polizia e dal razzismo/fascismo di questo governo che vuole lo scudo penale per i criminali in divisa
prime info e foto
Il presidio spontaneo il giorno
stesso dell'omicidio nello stesso quartiere dov'è avvenuto per mano
della polizia ha subito detto che non devono passare nè menzogne nè
false verità su questo assassinio di Stato, e quel presidio aveva
lanciato la manifestazione del 20 in piazza del Nettuno fatta propria
dal sindaco Lepore. Per quella stessa giornata è stato indetto lo
sciopero a partire dalle ore 22 all'Interporto indetto dal SiCobas, con
l'appello che fosse uno sciopero generale da estendere in tante realtà
anche fuori Bologna.
Grande è stata la partecipazione in Piazza del Nettuno.

dalla piazza migliaia di persone sono partite in un corteo spontaneo verso la Prefettura blindata da reparti celere contro cui sono partiti numerosi cori e slogan.
Una
parte del corteo è rimasta davanti alla Prefettura mentre un'altra ha
voluto continuarlo per le vie della città. Quando sono partite le
cariche e gli idranti da parte della polizia il corteo che si era
allontanato dalla Prefettura è ritornato indietro ed è diventato uno
solo, a confermare il suo carattere di assedio di massa popolare
unitario.
La polizia ha usato idranti e lacrimogeni per fare indietreggiare i manifestanti fino in via Ugo Bassi, in via Rizzoli, ma il corteo è rimasto lì, fino a tarda notte, con la polizia che ha inseguito le persone per le vie di Bologna ed effettuato diversi fermi. Non è ancora chiaro quante persone sono state fermate, se e quanti sono gli arresti, né il numero delle persone ferite dalle manganellate della polizia.
Noi aggiungiamo che lacrimogeni sono stati sparati anche dal tetto della sala Borsa in piazza e un giornalista de l'Espresso è stato manganellato da un poliziotto. La caccia all'uomo è continuata con i rastrellamenti nei condomini con arresti.
Alle 22 è iniziato lo sciopero e i blocchi di 24 ore all’Interporto di Bologna convocato da Si Cobas, nel luogo dove Abderrahim lavorava.
Bologna la protesta e le sue voci
Diffondiamo la parola di chi ha immediatamente avuto la forza e la capacità di reagire come i familiari di Fakir e la comunità del quartiere Pilastro che, ieri sera, è scesa in strada in migliaia e gli appuntamenti di mobilitazione di quest’oggi a partire dallo sciopero della logistica chiamato dai Si Cobas.
Acta media ha raccontato la determinazione e la lucidità della piazza di ieri sera e dei familiari dell’uomo.
A Bologna è stato chiamato un doppio appuntamento per oggi: alle 19 in Piazza del Nettuno e alle 22 all’interporto per lo sciopero della logistica.
Di Faki ucciso non si deve parlare... INTANTO UNA GRANDE MANIFESTAZIONE E' IN CORSO A BOLOGNA
Mentre dell'assassino gioielliere stampa e telegiornali parlano prima di tutte le notizie, prima delle guerra, dei bombardamenti/massacri che continuano a Gaza e nel Medio Oriente, sull'uccisione di Faki, un lavoratore deve invece calare il silenzio, per proteggere i poliziotti assassini; intanto il governo vuole utilizzare il decreto sicurezza che ha previsto lo "scudo penale" per le forze dell'ordine che uccidono.
Ma vi illudete, bastardi! Tantissima gente è oggi scesa in piazza per denunciare, protestare contro questo assassinio di Stato!
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Comunicato di denuncia dei giornalisti Rai e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana - segue la dichiarazione di un avvocato: “Non è bastato Aldrovandi, non è bastato Magherini. Quella posizione uccide”: parla l’avvocato Fabio Anselmo | Radio Popolare
Morto a Bologna durante intervento di Polizia, il Tg regionale non trasmette il servizio. Il Comitato di Redazione, insieme a Usigrai, ASER e FNSI contesta la scelta della direzioneNell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata. A realizzare il servizio era stato inviato un redattore esperto della redazione di Bologna
Il montaggio mostrava le immagini e la voce dell’uomo immobilizzato e colpito dagli agenti mentre chiedeva ripetutamente aiuto, immagini che da ore circolavano sul web e sulle principali testate e che oggi sono l’apertura di tutti i principali quotidiani. Come di consueto, il collega ha inviato il servizio in visione al responsabile di line di turno che gli ha chiesto – su indicazione della direzione – di rimuovere parte del video in cui si vedeva Fakir ormai senza vita e soprattutto cancellare l’espressione “intervento violento”. Una modifica non condivisa dal redattore, che ha chiarito di voler ritirare la firma come previsto dal contratto.
Il servizio è stato inviato alle 19.13, quindi 24 minuti prima della messa in onda del tg la cui sigla parte alle 19.37.


















