Friday, April 24, 2026

Italy - 25th avril 1945/2026 anniversary of the victory of Antifascist Resistance - CP maoist Italy

 


pc 25 aprile - Perchè: Ora e sempre Resistenza, Antifascismo oggi più che mai

Oggi in tutta Italia vi saranno cortei, manifestazioni per il 25 aprile. Si può dire che non ci sarà città, grandi o piccole, spesso anche paesi della provincia, in cui non si scenderà in piazza o non si farà un'iniziativa.

Per questa nostra importante giornata della resistenza antifascista e antinazista. Da tante parti si leveranno le voci per dire: Ora è sempre resistenza! Antifascismo ieri come oggi! E oggi resistenza vuol dire no alle guerre imperialiste, no al riarmo, no al governo Meloni fascista. Solidarietà con la Palestina e con tutti i popoli, dal Libano all'Iran, che lottano contro genocidi massacri, per la liberazione. 

Oggi è anche visibilmente chiaro lo scontro generale nel nostro paese. Da un lato giovani, donne, lavoratori, tutti gli antifascisti scenderanno in piazza. Dall'altro, proprio il 25 aprile, il governo Meloni ha varato in fretta e furia il nuovo decreto sicurezza, che ha un'impronta chiaramente repressiva proprio verso le manifestazioni e i migranti, frutto di una politica e un'ideologia che è fascista, razzista. 

Proprio il 25 aprile, Meloni, Salvini, Piantedosi, vogliono mettere in atto, per esempio, il fermo preventivo per impedire che vadano alle manifestazioni i cosiddetti “pericolosi”, “sovversivi”, come ai tempi del fascismo. Insieme ad un'ulteriore via libera alle forze di polizia che possono così commettere ancora più reati contro chi manifesta senza temere punizioni. Nello stesso tempo, con un aperto razzismo verso i migranti, il governo vorrebbe varare una norma per gli avvocati che si può chiamare “istigazione a delinquere”, perché gli avvocati non devono impegnarsi a difendere i diritti umanitari, internazionali dei migranti, ma piuttosto a cacciarli per avere la “tangente” dal governo di 615 euro.

E questo avviene mentre via via vengono fuori sempre più aumento di armi, soldati, soldi per la guerra dei mostri, per la guerra dell'imperialismo in crisi, a partire dall'imperialismo americano di Trump, ma che proprio perché in crisi è ancora più ferocemente aggressivo. Questo avviene mentre va avanti da parte del nostro governo la pervicace complicità nel genocidio a Gaza, che continua in maniera sempre più barbara, disumana, facendo ammalare, morire i bambini per i topi, le zecche, per le mancanze di cura, per la fame, per le intemperie.

Ma la Meloni, Salvini, Piantedosi, ecc. hanno scelto proprio il 25 aprile per fare questo; lo hanno

scelto per attaccare ancora di più la Costituzione antifascista, e quindi dare un altro segnale di una strada che va inevitabilmente verso un moderno fascismo esplicito, dichiarato, ufficiale.

Al di là dei provvedimenti osceni appunto in violazione di ogni norma costituzionale di civiltà, ciò che caratterizza Meloni e la sua cloaca di corrotti, reazionari, stupidi, subumani ministri, sottosegretari e varia sotospecie che sta intorno al governo è proprio l'humus fascista che accompagna le azioni criminali, da parte di una che ora è servetta di Trump, ora cerca disperatamente con squallide figuracce il suo posto tra i governi imperialisti europei. Ora si abbraccia con Trump, ora fa le foto con gli abbracci a Macron fino a ieri in lite.

E sarà così anche per il primo maggio, in cui il governo vuole varare un altro decreto per il “lavoro”, mentre scarica sui lavoratori e le masse popolari le conseguenze delle guerre, gli aumenti della benzina, delle bollette, dei generi alimentari, e prepara un'economia di guerra che per i padroni, in particolare le industrie belliche, significano profitti su profitti, per i proletari invece tagli ai salari, miseria. Ma di questo parleremo nei prossimi giorni.

Quello che vogliamo sottolineare è che non è un caso, ma interno appunto a una logica bastarda, fascista, che il governo Meloni aspetta queste giornate importanti, anniversari dei proletari, dei lavoratori, delle masse popolari italiane per fare i suoi decreti. 

Ma la resistenza antifascista ci ha insegnato molto come lottare contro il fascismo.

Per questo il 25 aprile non è solo una celebrazione, anche se in questa giornata è importante pure la celebrazione di una vittoria della resistenza antifascista. Ma non può essere solo questo, ma per dire forte e convinti, ora e sempre resistenza. 

L'esperienza dei movimenti di lotta nel nostro paese, di questi ultimi anni, di questi mesi, dimostrano che i più importanti movimenti di protesta, manifestazioni grandi, pensiamo alla manifestazione di più di un milione di persone per la Palestina, che ci fu a Roma, ma le tante contro la guerra, gli armamenti, la repressione; ecco, questi movimenti, queste manifestazioni si sono sviluppate contro gli attacchi politici, antidemocratici, anticostituzionali. Ma pensiamo anche alla vittoria del No al referendum, una partecipazione che veramente dimostra come le persone, i giovani, le donne, i lavoratori guardino alla sostanza non tanto alla lettera del provvedimento, ma alla sostanza, che vuole togliere gli ultimi diritti democratici, vuole una società, una giustizia, istituzioni sotto il diretto controllo del governo, dei padroni. 

Abbiamo detto che la Resistenza antifascista e antinazista ci ha insegnato molto e allora il 25 aprile è importante anche per riflettere su queste lezioni, per guardare alto e non solo alla quotidianità, per parlare della nostra resistenza antifascista legata oggi più che mai alla resistenza dei popoli, dalla Palestina, alla Cisgiordania, all'Iran, al Libano, eccetera, eccetera. Ogni popolo fa la sua resistenza e trova la sua strada per vincere.

Le forze che organizzano la resistenza hanno sempre da insegnare agli altri popoli le proprie esperienze, sia positive a volte anche negative. Il popolo palestinese ha una lunga storia gloriosa di resistenza, di lotta, di liberazione contro lo Stato nazisionista di Israele e contro l'imperialismo. Dall'Intifada e poi nei recenti anni che mostrano che occorrono purtroppo non solo le pietre, ma serve la lotta armata per difendersi dal genocidio, dall'orrore nazisionista. E il 7 ottobre è stata anche la visibilità di questa strada necessaria. 

Anche la nostra Resistenza antifascista, antinazista, fatta in piena guerra mondiale, ha da insegnare oggi la sua grandiosa storia agli altri popoli. 

In Italia, almeno allora, la resistenza vinse. Certo, dopo è stata infangata, è stata schiacciata, volutamente si cerca di far dimenticare le lezioni proprio di lotta armata, le lezioni di una resistenza vasta di popolo, di guerra di popolo. Però allora vinse. 

E allora c'era il Partito Comunista a dirigerla. Certo, vi erano tante altre organizzazioni, formazioni partigiane, però nessuno può negare che senza la direzione del Partito Comunista di allora, non è affatto detto che la resistenza sarebbe riuscita a liberarsi dai fascisti e nazisti e a dare un contributo alla lotta degli altri proletari, popoli e paesi, in particolare in Europa. 

Noi oggi dobbiamo fare una nuova resistenza. E anche noi, prendendo lezioni dalla nostra resistenza, dobbiamo unirci e lavorare soprattutto oggi, in questa fase, per costruire il Partito Comunista dei proletari dell'oggi.

Come allora, i partigiani non è che nacquero da soli, spontaneamente, ma la volontà di liberazione, di odio contro i nazisti e fascisti di tantissimi operai, giovani, donne, trovò soprattutto nel Partito Comunista la via per organizzarsi e fare la lotta armata partigiana. Un Partito Comunista che prima degli anni della resistenza, dal ‘21, aveva fatto un lungo e grande lavoro per togliere dal fascismo la presa che aveva, su parte, gran parte nei primi anni, delle masse popolari. Il Partito Comunista fece un grande lavoro per organizzare le fabbriche che, negli anni della resistenza, nel ‘43 e negli altri due anni successivi, ebbero un ruolo centrale nelle città nella vittoria contro il fascismo e contro il nazismo.

Questa è una lezione importante per oggi. Chi non coglie dalla resistenza, dalla lotta antifascista e antinazista, questa importante lezione vuol dire, appunto, che siamo solo alla celebrazione, per tornare il giorno dopo al “movimento per il movimento” senza costruire l'organizzazione che può portare questi importanti movimenti che ci sono oggi a una effettiva lotta di resistenza, lotta rivoluzionaria.

Come non vedere che oggi il lavoro che si fece nelle fabbriche è ancora più importante oggi, tra gli operai, in cui ci sono grandi problemi, grandi difficoltà, debolezze, frutto di tantissimi anni di sfruttamento, di oppressione, di cancellazione di diritti, di organizzazioni sindacali sempre più collaborazioniste che non difendono neanche la quotidianità e i diritti elementari dei lavoratori? 

Quindi ci vuole un nuovo partito degli operai, dei proletari, che è un partito comunista adeguato all'oggi, perché nelle fabbriche, nelle scuole/università, nei quartieri proletari si riprenda una mobilitazione che abbia un chiaro scopo, la resistenza, la rivoluzione proletaria. Quindi, anche oggi, dobbiamo unirci e fare questo lavoro.

La volontà di rispondere, farla finita con genocidi, guerre imperialisti, massacri e con la guerra interna dell'Italia che sforna decreti sicurezza, carcere, attacco ai diritti democratici, alle libertà, alla Costituzione e poi conseguenze economiche di peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro, oggi insieme alla continuità e all'ancora più sviluppo, più intensità di lotte, scioperi, manifestazioni, pone la necessità, urgenza di lavorare per l'unità delle compagne, dei compagni più attivi, dei rivoluzionari, delle forze antifasciste, anticapitaliste, antimperialiste, per costruire l'organizzazione necessaria oggi, il partito comunista di tipo nuovo; per organizzare il fronte antifascista, antimperialista, antirazzista, contro la repressione; per organizzare la forza di combattimento. 

Viva il 25 aprile! Facciamo appello a tutti/tutte in ogni città, in ogni luogo a partecipare, a non stare a casa. 

Invadiamo le strade, portiamo le bandiere rosse, gridiamo da un lato la nostra gioia di avere avuto una resistenza vincente contro il fascismo e il nazismo, dall'altro che oggi occorre essere sempre più antifascisti. 

Questo appello lo rivolgiamo in particolare agli operai e ai lavoratori, alle lavoratrici, perché oggi, più che mai, bisogna alzare la testa, bisogna guardare a quello che succede ai nostri fratelli, sorelle negli altri paesi, che vengono ammazzate in una maniera sempre più orribile; e sostenere i nostri fratelli e sorelle, vuol dire fare nel nostro paese, contro i nostri fascisti, la nostra parte. 

Buon 25 aprile!

Greece - Prosfygika is not alone! Resistance and solidarity know no borders!

 


The Prosfygika neighborhood on Alexandras Avenue in the center of Athens is under attack by the state and capital in the name of so-called “upgrading” (gentrification). The Attica regional administration has launched an alleged “renovation project” worth 15 million euros using EU funds – in reality, a comprehensive attack on the neighborhood. The aim is not the renovation of the buildings, but the displacement of over 400 residents in order to transform the area into a profit zone for capital. The fact that residents are described in official documents as “ongoing obstacles” clearly shows: this is a political eviction attack against refugees, workers, and activists.

In response to these attacks, the Prosfygika community has organized resistance. Resident Aristotelis Chantzis began a hunger strike on February 5, 2026, in protest against the eviction plans and state coercion. Today, on the 76th day of his resistance, his health condition is increasingly deteriorating. Nevertheless, he firmly maintains his demands: withdrawal of the project, recognition of the residents’ right to remain in their homes, and no prosecutions. His protest is not only a struggle for housing, but the defense of a collective way of life built over many years.

Prosfygika is a concrete example of communal life under the conditions of the capitalist system. With its own bread production in the Berkin Elvan bakery, a women’s assembly against patriarchal violence, a children’s structure for a collective future, and a health structure for the uninsured, this neighborhood represents a real alternative. That Prosfygika has driven drug-related criminal structures out of the neighborhood through its own self-defense demonstrates the population’s capacity for self-organization – and makes it a target for those in power.

As the Confederation of Workers from Turkey in Europe (ATİK), we stand behind this resistance in the heart of Athens. The attack on Prosfygika is not a local project, but part of imperialist-capitalist policy that regards refugees as “obstacles” and criminalizes alternative forms of life. The hunger strike of Aristotelis Chantzis is a determined act of resistance against these attacks.

We see it as an internationalist duty to support this struggle. The Greek state and the Attica regional administration must immediately stop the project, recognize the residents’ demand of “zero evictions,” and secure the status of the neighborhood. The Greek government bears responsibility for the life of Aristotelis and all those resisting.

As ATİK, we call on all democratic, anti-fascist, and progressive forces in Europe to strengthen this resistance internationally and make it visible through actions.

Long live international solidarity!

Prosfygika is not alone – resistance will win!

The demands of Aristotelis Chantzis must be fulfilled!

Protests women against Modi's regime - info

Thursday, April 23, 2026

Celebrate the Fiftieth Anniversary of Naxalbari Armed AGRARIAN Revolutionary UPSURGE in all the rural areas with revolutionary enthusiasm and inspiration!

an important text of 2017

 Celebrate the Fiftieth Anniversary of Naxalbari Armed AGRARIAN Revolutionary
UPSURGE in all the rural areas with revolutionary enthusiasm and inspiration!

THE PATH OF Naxalbari is the only path for the
liberation of the oppressed masses of india!

Let us raze imperialism and feudalism to ashes in the fire of the

People’s War created by Naxalbari!
Let us make success the new democratic revolution!

Dear Comrades, Friends!
Like a spark becoming a flame the Armed Agrarian Revolutionary struggle of Naxalbari area of
Siliguri Sub-Division in Darjeeling district in Bengal directed the path of Indian Revolution.
Since then Naxalbari came to be known not as a mere village but as a symbol of a political path.
The Naxalbari Armed Rebellion will complete fifty years on 23rd May, 2017.
With the inspiration from the Great Debate against the modern revisionism of Khrushchev and
the Great Proletarian Cultural Revolution in the leadership of the Communist Party of China led
by Comrade Mao, a large number of Maoist revolutionaries including first rank leaders like
Comrade Charu Mazumdar and Comrade Kanhai Chatterjee jumped into the arena.
Since 1967 March the poor peasantry started rebelling against the landlords and the money
lenders and seized their lands. As per the then leader of CPM and the Home Minister in the
State government Jyoti Basu’s directions, the government armed police forces made an attack
on the peasantry on the 23rd of May in village Naxalbari. In the armed conflict one policeman
died. On the 25th the police made indiscriminate firing on the people in the village Prasadjote in
which eleven persons including eight women and two children laid down their lives. The Peking
Radio described the Naxalbari rebellion as ‘Spring Thunder’. Within no time the spark of
Naxalbari spread across the country to Srikakulam (Andhra Pradesh), Mushahari (Bihar),
Lakhimpur-Kheri, Terai (Uttar Pradesh), Debra-Gopi Ballavpur, Birbhum, Sonarpur, Kanksa
(Bengal), Punjab, Kerala, Tamilnadu, Odisha, Kashmir, Asom and Tripura. The Guerilla War of
the armed peasantry against the Police, Para-Military forces and the Indian Army who came
with the support of the landlords, terrorised the landlords and the imperialists. This
revolutionary wave not only made an impact on the rural areas but also on the urban areas.
There was large scale urban guerilla war in the capital city of Bengal, Kolkata in the leadership
of the students and the youth.
The great Naxalbari rebellion is the result of creative application of - Marxism-Leninism-Mao
Thought, the path of Protracted People’s War of building People’s Army with the objective of
making the New Democratic Revolution a success, seizing power area-wise through armed
struggle, first liberating the rural areas and then finally encircling the towns and achieving
country-wide success – to the specific conditions of India. This is a blow to the deep-rooted
revisionism in Indian Revolution. This is an inseparable part of the World Socialist Revolution.
It made a break with revisionism and with the guidance of Marxism-Leninism-Mao Thought
stood as a great beginning for the formation of a Maoist Revolutionary Party, for a genuine
political path, strategy, method of struggle and method of leadership. In a way this is a great
turn and a qualitative leap in the history of Indian Revolution.

Pays basque : Appel de prisonniers basques contre la répression dans le monde - infosolidaire

À l’occasion de la Journée internationale des prisonniers politiques, les prisonniers basques Garikoitz Etxeberria, Jon Kepa Preciado, Patxi Ruiz et Mikel Sansebastian ont publié une déclaration dénonçant la répression au niveau mondial, affirmant que « l’oppression et la brutalité sont parmi les principaux piliers de la survie du capital ». Dans leur texte, ils lient les différentes situations internationales de détention, évoquant la Palestine où « le sionisme torture des milliers de femmes, d’hommes et d’enfants dans ses prisons », mais aussi l’Irlande, la Turquie, l’Inde ou encore le Sahara occidental, en soulignant des grèves de la faim, des détentions prolongées et des violations des droits fondamentaux.

Ils citent également des cas emblématiques comme  María José Baños Andújar, détenue gravement malade dans l’Etat espagnol, Mumia Abu-Jamal, détenu aux États-Unis depuis 1981, ainsi que d’autres prisonniers politiques confrontés à de graves conditions de détention en Amérique latine et ailleurs. Dans leur texte, ils dénoncent une violence carcérale largement invisibilisée, affirmant que « nous ne verrons jamais la violence structurelle des prisons dans les médias », et accusent les États se revendiquant démocratiques de maintenir des systèmes répressifs. Malgré la diversité des contextes, ils affirment partager une même lutte, déclarant « nous maintenons ce que nous proclamions dans la rue », tout en poursuivant leur engagement en prison et en appelant à une « amnistie totale » ainsi qu’à la solidarité internationale avec tous les prisonniers politiques.

Blood for Oil, Bodies for Profit: The Imperialist Slaughter in the Middle East-No War but the Class War! - for debate

A Bright Future – by Mr. Fish

                                       The War will end

                                       The leaders will shake hands

                                       The old woman will keep waiting for her

                                                    Martyred son

                                      The girl will wait for her

                                                   Beloved husband

                                     And those children will wait for their hero father

                                     I do not know we sold our homeland

                                    But I saw who paid the price.

                Palestine’s national poet Mahmoud Darwish in these lines expressed in the most soaring and stark ways the realities and injustice of dispossession, rootlessness of refugees and the ache of belonging to one’s land. Words are often the only weapon available to fight back, finding the power to shape perception. In terms of perception, Trump seemed to have suffered at home because of the war while Netanyahu seems to have bolstered his strongman image at home. Several surveys in both these countries indicate this. Some in US are even demanding Trump’s impeachment. The only way out for him is a deal with Iran that helps fill the US’s coffers. The US will go for mid-term poll in September and Israel will hold elections in October this year. Can the two leaders be capable of offering an honest answer?

               War is often narrated through maps, missiles and men in power. It is framed as strategy, deterrence or survival- especially in a volatile axis involving the US, Israel and Iran. Yet, as Darwish reminds us, the true ledger of war is not written in treaties but in absence: the empty chair at dinner, the unanswered call, the long wait that never ends.