Thursday, October 3, 2019

PCm Italy and 'Presidente Gonzalo'

 pc 1 ottobre - 27° ANNIVERSARIO DISCORSO "DALLA GABBIA" DEL PRES. GONZALO - NON MERA CELEBRAZIONE


Vogliamo riprendere il contributo dato dal presidente Gonzalo,  fino al suo arresto nel settembre del 1992, all'applicazione della linea, strategia, concezione maoista della guerra popolare sia per i paesi oppressi dall'imperialismo che per i paesi imperialisti. Lo facciamo riportando stralci dal lungo articolo "Sulla strategia e applicazione della guerra popolare in Italia" apparso sulla Rivista marxista-leninista-maoista La Nuova Bandiera, che riprende alcune parti dell'Intervista rilasciata dal Pres. Gonzalo nel 1988. 

Di questa Rivista sono in corso delle presentazioni - per info: pcro.red@gmail.com 


L'intervista integrale fu dai compagni che poi diedero vita al PCm -Italia pubblicata nel 1990 sull'allora giornale comunista "Rossoperaio". 

"...La guerra rivoluzionaria non nasce diversamente da come nascono tutti gli altri fenomeni della lotta di classe: nasce dalle masse, dalla loro pratica, dalla loro esperienza e trae da essa gli elementi di bilancio che vengono restituiti alle masse stesse nelle forme concentrate dal partito. Questo distingue in una certa misura molto ampiamente la nostra strada da quelle che altri gruppi ed esperienze hanno cercato di tradurre in paesi imperialisti come l’Italia.
Già Lenin sottolineava come ogni sciopero, per dire ogni lotta, che i lavoratori, proletari conducono suggerisce con grande forza agli operai l’idea del socialismo, della lotta di tutta la classe operaia per la sua liberazione dal giogo del capitale. Lo sciopero fa capire agli operai chi sono non soltanto i capitalisti, ma anche il governo, le leggi. Aggiunge Lenin che il governo stesso comprende molto bene che gli scioperi aprono gli occhi agli operai. E dice Lenin, citando un ministro degli Interni tedesco, ma potremmo dire qualsiasi ministro degli Interni di oggi, “dietro ogni sciopero è appostata l’Idra della rivoluzione”. Ecco perchè - dice Lenin - i “socialisti chiamano gli scioperi una scuola di guerra”. Quindi noi attingiamo le prime lezioni, dalla pratica applicata storicamente dal movimento comunista internazionale e dall’esperienza concreta che conduciamo nel corso di questa lotta.

Il Presidente Gonzalo nella sua magistrale intervista così affronta lo stesso problema: “Quello che scrisse Marx in ‘Passato, presente e futuro dei sindacati’... la lotta di rivendicazione è una guerra di guerriglia... La lotta per il salario, l’orario, le condizioni di lavoro e gli altri diritti che la classe,
il proletariato, il popolo conducono lanciando uno sciopero, è una guerra di guerriglia, in cui non si lotta soltanto per una concreta questione economica e politica, se d’interesse generale, ma anche li si prepara per i momenti decisivi, futuri; è questa la sua essenza storica. Questo è il nostro problema: coniugare la lotta rivendicativa alla lotta per il potere e chiamiamo questo sviluppare il lavoro di massa dentro e per la lotta popolare”...

...Lenin, procedendo sempre nell’analisi degli scioperi, dice: “gli scioperi sono una scuola di guerra, non già la guerra stessa”. Anche nell’approcciare questo problema i maoisti italiani, nello sforzo di applicazione alla realtà del nostro paese, dovevano collocare storicamente questo problema nella storia concreta dell’Italia, e in particolare nella sua storia più recente, e quindi dovevano osservare e andare a rileggere, riprendere le lezioni che venivano dalla storia della lotta nel nostro paese.

La Resistenza prima esperienza di guerra di popolo
In questo noi godiamo di un vantaggio eccezionale, perchè nel nostro paese la guerra rivoluzionaria ha una storia e ha scritto pagine eccezionali. Prima fra tutte, chiaramente, la Resistenza, la guerra di resistenza, la guerra partigiana, la guerra di liberazione dal nazifascismo. Ed è singolare come questa che è stata la pagina più gloriosa della storia del nostro paese, se si vede dal punto di vista della classe proletaria, della sua battaglia di liberazione, non venga riconosciuta come la prima esperienza di guerra popolare nel contesto di un paese imperialista come il nostro, una dimostrazione pratica del proletariato della via della lotta popolare in un paese imperialista. Negare l’applicazione della guerra popolare nei paesi imperialisti, è negare la Resistenza. Non si sta negando una categoria astratta dei classici del marxismo, si sta negando la realtà storica del nostro paese e di tante altre realtà che nei paesi imperialisti si sono date, che pur non avendo raggiunto le alture della Resistenza, sono state interne alla stessa strada.
Quindi, le lezioni della Resistenza antifascista forniscono ancora oggi in un contesto di paese imperialista, che chiaramente è modificato in tanti aspetti, le lezioni necessarie per costruire il nostro ‘patrimonio’ di partenza.

E anche il Presidente Gonzalo nella sua intervista questo dato lo mette pienamente in rilievo, vale a dire che la Resistenza in Italia sia stata una  dimostrazione di come la rivoluzione nel cuore dei paesi imperialisti avesse ben bisogno della teoria militare della guerra popolare, e come questa fosse non certo la negazione della rivoluzione dell’Ottobre, ma il suo necessario sviluppo nell’edificazione di una teoria militare completa del proletariato, che nell’applicazione apporta ulteriori esperienze e sviluppi. Certo, nella III Internazionale l’opportunismo di destra ha sempre rappresentato la stessa esperienza dell’Ottobre in maniera estremamente travisata, come esperienza fatta di lunghi anni di lotta pacifica e legale sfociata nell’insurrezione e nella ‘presa del Palazzo d’Inverno’; mentre la lotta armata in Russia c’è stata in lunghi anni e in particolare in alcune fasi prima dell’insurrezione dell’Ottobre...

...Come pure non nascerà certo dal caso il più ampio fenomeno di ripresa della lotta armata in un paese imperialista che si manifesta in Italia negli anni ‘70.
Il Presidente Gonzalo tuttora offre il criterio di lettura più avanzato di questo fenomeno nella realtà attuale del movimento comunista internazionale e del Movimento Rivoluzionario Internazionalista (Mri). 
Il Presidente Gonzalo scrive: “In quanto all’azione insurrezionale in Europa, si tratta di fenomeni ampi, espressione di una realtà oggettiva. Di conseguenza la questione non è condannare, bensì comprendere, studiare, analizzare, e vedere come si stanno esprimendo. Come anche nella vecchia Europa si danno situazioni rivoluzionarie e che anzi vi sono uomini che impugnano la lotta, avendo compreso che è l’unico modo per conquistare il potere. Questo è un duro colpo per il revisionismo che nella stessa Europa, considerata uno dei suoi bastioni, comincia ad essere abbandonato. Qualunque sia il livello raggiunto, e i problemi pendenti, innegabilmente questo fenomeno è un importante passo in avanti”...
Continua il Presidente Gonzalo, sempre parlando delle lotte insurrezionali in Europa: “...crediamo che queste lotte debbano essere seriamente studiate, nel vedere qual’era la loro ideologia, quale politica seguono, di quale classe sono al servizio, di come affrontano la questione delle due superpotenze...”. Il Presidente Gonzalo indicava una traccia. Non si possono considerare le formazioni combattenti il punto di riferimento della ripresa del mlm, perchè la loro ideologia ispirata da altre correnti di pensiero - America Latina, Tupamaros, guevarismo - la loro politica non fu di unire la lotta insurrezionale alle masse, non di colmare il divorzio, ma di avere programmaticamente una linea che eternizzava questo divorzio. E’ lì che sta la matrice profonda della loro progressiva degenerazioni in gruppi militaristi, fino a terroristi puri, nella loro espressione negativa. Di quale classe sono al servizio? - dice il Presidente Gonzalo. Della piccola borghesia, molto semplicemente. Sono stati la traduzione armata dei sentimenti della piccola borghesia rispetto ai mali del mondo e alla realtà dell’esistenza di una classe rivoluzionaria fino in fondo nel nostro paese... 

...Continua il Presidente Gonzalo: “...osserviamo che vi sono organizzazioni che si orientano verso la ripresa di Mao, altre che cominciano a porsi il problema del partito, a comprendere che la sola lotta insurrezionale è insufficiente. Dobbiamo considerarlo come un nuovo risveglio, comprendere che si possono commettere gli errori - chi non li commette? - ma essi stessi potranno trarre lezioni dai propri errori, così come stanno facendo; e così avanzeranno, scopriranno il mlm, formeranno i loro partiti e faranno le loro guerre popolari secondo il carattere socialista delle loro rivoluzioni...”.

Continua il Presidente Gonzalo: “...in sintesi è una prova che anche in Europa esiste una situazione rivoluzionaria in sviluppo diseguale,  vi sono uomini stanchi del putrido revisionismo...”. E sottolinea il Presidente Gonzalo, e lo sottolineiamo anche noi: “...in condizioni tanto difficili, nel ventre dell’imperialismo in cui la lotta è assai complessa...“. Tutti devono fare i conti con la profondità con cui il Presidente Gonzalo sottolinea il problema. Certo che bisogna costruire partiti comunisti marxisti leninisti maoisti militarizzati, ma in paesi in cui vi sono “...condizioni tanto difficili, nel ventre dei paesi imperialisti in cui la lotta è assai complessa...”. 
...ciò costituisce già una speranza e una prova di come la tendenza principale sia la rivoluzione e di come anche in Europa ci si orienti verso la rivoluzione... occorre comprendere che anche se si tratta di pionieri stanno aprendo delle brecce e che ciò merita più fiducia e più comprensione, se vi è chi già si pone il problema del partito e della ripresa di Mao, che significa orientarsi al marxismo, sceglierlo a fondo, scegliere il mlm... In Europa si svolgono lotte che presentano limiti ed errori come tutte, ma che vanno considerate come un’espressione della marcia incontenibile della rivoluzione e di come sempre più i popoli scelgono di prendere il fucile per rovesciare l’ordine esistente, fanno esperienze e si orientano verso il ml”.
Anche qui, Gonzalo dice “in Europa si svolgono lotte che presentano limiti ed errori”. E’ chiaro che questo è inevitabile e che si presenta in ogni esperienza che inizia, ma chi intende riprendere questa strada, dall’analisi di questi limiti ed errori deve pur partire, è dal superamento di questi limiti ed errori che dimostra quale strada sta percorrendo. Chi invece riprende considerando secondari limiti ed errori, oggi non allora, non marcia verso il mlm ma si contrappone ad esso.
“...per me - dice Gonzalo - è motivo di gioia osservare che in Europa si sta aprendo la strada della rivoluzione. E quali che siano gli urti, gli inciampi che essi incontrano, occorre avere fiducia nelle masse, fiducia nei popoli, fiducia nel fatto che anche qui come altrove si darà una rivoluzione insurrezionale, seguendo il marxismo. Questo che dobbiamo pensare, insisto, che dobbiamo guardare in prospettiva storica più a lungo termine, studiare seriamente questi movimenti e incoraggiare tutto ciò che tende verso il mlm, alla costruzione dei partiti e alla guerra popolare”...

Il ruolo della guerra rivoluzionaria nella formazione dei militanti
Dall’‘Intervista’ del Pres. Gonzalo: ”...altri cambiamenti sono legati alla formazione dei militanti. Ovviamente la guerra forgia in maniera diversa, tempra, ci permette di incarnare più profondamente l’ideologia, di generare dei militanti ferrei nel principio di affrontare la morte, di strappare l’alloro della vittoria...”.

Questo passo indica il ruolo della guerra rivoluzionaria non solo nel  cammino strategico verso la vittoria, ma anche nella formazione dei militanti...
Nella Tesi approfondiamo qual’è l’elemento decisivo nella formazione dei militanti di un partito rivoluzionario che abbia intenzione di fare la guerra popolare. E’ la scelta di vita, di dare la vita, di mettere in gioco la propria vita, di considerarsi in guerra permanente con l’imperialismo, di considerare i problemi della lotta politica e sociale in termini militanti.
Numerosi militanti di queste formazioni sono stati un esempio di questo, che nel putrido sistema imperialista occidentale rappresenta un contributo storico e un insegnamento, su cui bisogna plasmare i nuovi  quadri di un partito autenticamente rivoluzionario che abbia serie intenzioni di fare quello che dice...

...Il Presidente Gonzalo risponde ad una domanda precisa che gli viene dall’intervistatore: “molti si domandano: quale sia la radice della forza e decisione dei militanti del Pcp... da dove la prendono tutta questa energia, tutto questo spirito anche quando prendono i peggiori rovesci, come si sviluppa la formazione ideologica di questi militanti? “La forza dei militanti del partito si fonda sulla formazione ideologica - risponde il Presidente Gonzalo - sul fatto che i militanti abbracciano l’ideologia del proletariato e la sua attualizzazione, il mlm, pensiero Gonzalo, il programma e la linea politica generale e il suo centro, la linea militare...” Che vuole dire “il suo centro la linea militare?”, che accettano che il partito che dobbiamo costruire è di questa natura. “Da ciò - dice il Presidente Gonzalo - deriva la forza dei militanti del partito. Cosa che ci preoccupava parecchio prima dell’inizio della guerra popolare ... Durante la preparazione di essa ci ponemmo il problema fissando due altri obiettivi: rompere con la vecchia società, dedizione completa alla rivoluzione fino al sacrificio della vita...”. E il Presidente Gonzalo continua: ma come si svolge concretamente ciò? Questo è ciò che ci unisce di più al Presidente Gonzalo. 
Noi non ci siamo mai posti nella nostra vita, nella storia della nostra formazione politica, da cui nasce il PCm, un problema senza porci immediatamente la domanda: ma concretamente che significa?
Il Presidente Gonzalo ce lo dice. Parte innanzitutto da come si va formando ognuno dei futuri militanti: “prima di tutto nella lotta di classe”. 
Prima di tutto nella lotta di classe! Quelli che vogliono fare i partiti comunisti maoisti innanzitutto sono compagni che fanno prima di tutto la lotta di classe, militanti che fanno la lotta di classe.
Ci sono nel nostro paese, così come in altri paesi, compagni, o presunti tali, che pretendono di fare una lotta rivoluzionaria, quando nella loro vita non gli è capitato di dirigere neanche uno sciopero! Neanche uno scontro con la polizia, neanche un’occupazione di una strada.
“...ognuno vi partecipa, avanza, lavora - dice Gonzalo - sempre più vicino a noi, sinchè ciascuno individualmente prende la grande decisione di entrare nel partito. Questo considera la sua situazione, i suoi meriti, i suoi limiti, perchè tutti ne abbiamo...”. 
Quando un compagno viene alla nostra organizzazione, quando noi stessi decidiamo di essere organizzazione, ci arriviamo con i nostri limiti. Ci sono limiti dell’esperienza che abbiamo, limiti delle idee che pensiamo, limiti della classe a cui apparteniamo. I comunisti appartengono alla classi, agli strati e ognuno si porta dietro tutto questo anche quando decide di fare il partito, anche quando decide di costruirlo e dirigerlo, viene da un gruppo, da una storia e ogni gruppo ha i suoi lati negativi, e si è porta dietro qualcosa dei limiti della sua esperienza. 
“...Nel partito - continua Gonzalo - comincia la sistematica formazione ideologica e in questo che noi diventiamo comunisti e questo che crea dei comunisti...”. 

INDIA: Noticias de la Guerra Popular.



correovermello-noticias
New Delhi, 22.09.19.
Fuentes de la prensa india.

Chhattisgarh. Un joven, que fue arrestado por miembros del EGPL el pasado día 16 de septiembre, fue presentado a un Praja court (tribunal popular) que lo encontró culpable de informador de la policía y posteriormente ejecutado, en la aldea de Tashrim, distrito de Bijapur de Chhattisgarh.
El individuo un  estudiante de clase X de la Escuela Ashram en Tashrim, fuera advertido por el Partido para que pusiera fin a sus actividades contra el pueblo, pero ignorando el aviso continuo con sus labores de soplonaje.
En una operación de las fuerzas represivas se habría descubierto un zulo, que contenía, en tres barriles de plastico, diverso material para la elaboración de explosivos. Fue localizado en el bosque de la aldea de Dhumachhapar, municipio de Kawardha, distrito de Kabirdham de Chhattisgarh.

Bihar. El Partido Comunista de India-Maoísta (CPI-Maoísta) publicaron un cartel que amenazaba a los "informadores de la policía" de graves consecuencias en la aldea de Imamganj bajo los límites de la comisaría de Khirimor en el distrito de Patna de Bihar el 22 de septiembre, informa The Times of India. 
El póster fue pegado en la pared de un templo en Imamganj. La Policía dijo: "Se está investigando si el panfleto realmente había sido pegado por los maoístas. Sin embargo, todavía no ha surgido nada concreto ”. Anteriormente, en enero de este año, "la policía había recibido información de que el" Comandante "Maoísta Guddu Sharma, originario de la aldea de Mokar en el distrito de Jehanabad, estaba tratando de restablecer el punto de apoyo en el área de Paliganj".
Cinco maoístas asesinados en un encuentro en Andhra Pradesh

Andhra Pradesh. En lo que parece un nuevo"fake encounter" tres supuestos miembros del Ejército Guerrillero Popular de Liberación, dos mujeres y un hombre, fueron asesinados en un intercambio de disparos (EoF) con  fuerzas represivas cerca del área forestal Madigamallu-Kondajartha cerca del pueblo de Gummarevula en Gudem Kotha Veedhi Mandal (subdivisión administrativa ) bajo la Agencia Vizag en el distrito Visakhapatnam de Andhra Pradesh, cerca del área de la frontera Andhra Pradesh-Odisha (AOB) el 22 de septiembre, sobre las 2:00 pm.
El supuesto intercambio de disparos tuvo lugar cuando el personal de los Greyhounds y la Fuerza de Protección Especial (SPF) se encontraron cara a cara con los maoístas durante las operaciones de peinado en el área.
Después del encuentro, los cuerpos de cinco maoístas fueron recuperados junto con armas, un SRL y dos Smily 303 y bolsas de mano. No hubo informes de bajas por parte de la policía.
Los maoístas asesinados pertenecían al 'dalam' de Galikonda (escuadrón armado) de los maoístas que operaban en el área de AOB, Visakhapatnam. Las identidades de los maoístas asesinados aún no se han establecido.
Según las fuentes, los naxalitas liderados por la camarada Aruna, estaban realizando una reunión en el área de Madigamallu. Con base en información creíble, las fuerzas represivas se apresuraron al área. Muchos combatientes del EGPL lograron romper el cerco y replegarse al bosque.
 

27° ANIVERSARIO - ¡EL DISCURSO DEL PRESIDENTE GONZALO!

27° ANIVERSARIO

 ¡Proletarios de todos los países, uníos!

 ¡EL DISCURSO DEL PRESIDENTE GONZALO!


¡Camaradas del Partido Comunista del Perú!
¡Combatientes del Ejército Guerrillero Popular!
¡Pueblo peruano!:

Vivimos momentos históricos, cada uno sabe que es así, no nos engañemos. Debemos en estos momentos poner en tensión todas las fuerzas para enfrentar las dificultades y seguir cumpliendo con nuestras tareas. Y ¡conquistar las metas!; ¡los éxitos! ¡la victoria!. Eso hay que hacer.

Nosotros estamos aquí como hijos del pueblo y estamos combatiendo en estas trincheras, que son también trincheras de combate y lo hacemos porque ¡somos comunistas!, Porque nosotros defendemos aquí los intereses del pueblo, los principios del Partido, la Guerra Popular, ¡Eso es lo que hacemos, lo estamos haciendo y seguiremos haciendo!

Nosotros estamos aquí en estas circunstancias; unos piensan que es una gran derrota, ¡sueñan!, les decimos sigan soñando. Es simplemente un recodo, nada más, ¡un recodo en el camino!. El camino es largo y con ese llegaremos, y, ¡triunfarémos! ¡Ustedes lo verán! ¡Ustedes lo verán!

Nosotros debemos proseguir las tareas establecidas por el III Pleno del Comite Central. ¡Un glorioso pleno!, sépase ya estan en marcha estos acuerdos y eso va a proseguir; seguiremos aplicando el IV Plan de Desarrollo Estratégico de la Guerra Popular para Conquistar el Poder, seguiremos desarrollando el VI Plan Militar para Construir la Conquista del Poder, eso va a proseguir. ¡Eso es tarea!, !Eso haremos, por lo que somos¡ y ¡por la obligación que tenemos con el proletariado y el pueblo!

Nosotros decimos claramente el camino democrático hoy día ha entrado a desenvolverse como un camino de liberación, como un ¡camino popular de liberación!, esa es la circunstancia en la que estamos desenvolviendo; debemos pensar con mucho sentido histórico, dejémonos de seguir cerrando los ojos. Veamos la realidad, veamos la historia del Perú. Veamos los tres siglos del Perú últimos. Eso debemos pensar, vean el siglo XVIII, vean el siglo XIX, vean el siglo XX; ¡y entiéndanlos!. Quienes no entiendan van a estar ciegos y el ciego no sirve al país, ¡no sirve al Perú!

Pensamos que el siglo XVIII, fue una lección bien clara. Piénsese en esto, había un dominador, era España y esa dominación que chupaba la sangre, ¿a dónde nos llevó? a una crisis profundísima, como consecuencia de eso, el Perú, fue dividido. De ahí viene el comienzo de la actual Bolivia. No es cuestión nuestra sino hechos.

Pues bien, siglo pasado, dominación inglesa, ¿a dónde llevó en su contienda con Francia? a otra gran crisis: setenta del siglo pasado; consecuencia: guerra con Chile, !no lo olvidemos!, ¿y que pasó? perdimos territorio. Nuestra patria sufre un sisma, pese a la sangre vertida por héroes y pueblo, ¡hay que sacar lección!

Siglo XX ¿cómo estamos?. En este siglo XX hay un imperialismo que nos domina, principalmente el norteamericano, esto es real, todos lo saben. ¿Y a dónde nos ha traído?, ya sin recordar aquellos años veinte, aquí y ahora, en la peor crisis de toda la historia del pueblo peruano. Sacando lección de siglos anteriores, ¿qué cosa se puede pensar?. Otra vez la nación está en riesgo, otra vez la república está en riesgo, otra vez el territorio está en riesgo, puede ser perdido fácilmente, y por intereses. Esa es la situación, a eso nos han traído, pero, tenemos un hecho una revolución peruana, una guerra popular, y sigue y seguirán avanzando. ¿A dónde hemos llegado con eso? a un Equilibrio Estratégico. Y eso hay que entenderlo bien. ¡Es Equilibrio Estratégico! que se concreta en una situación esencial; ¿doce años han servido para qué? para mostrar palmariamente ante el mundo y principalmente ante el pueblo peruano que el Estado peruano, es un tigre de papel, que está podrido hasta el tuétano ¡eso se ha demostrado!

Así, las cosas, pensemos en el peligro, de que la nación, el país puede ser dividido, que la nación está en riesgo, quieren despedazarla, quieren dividirla, ¿quién quiere hacer eso? como siempre el imperialismo, los que explotan, los que mandan. ¿Y qué debemos hacer nosotros? ¿qué corresponde ahora?. Pues bien, corresponde que potenciemos el Movimiento Popular de Liberación, y eso lo desarrollaremos manejado en guerra popular porque el pueblo, siempre el pueblo ha sido quién ha defendido la patria, quién ha defendido la nación. Corresponde formar el Frente Popular de Liberación, corresponde formar y desarrollar a partir del Ejército Guerrillero Popular, un Ejército Popular de Liberación ¡eso es lo que corresponde! ¡y eso haremos nosotros! ¡Y eso lo estamos haciendo y eso lo vamos a hacer! Uds. serán testigos señores.

Finalmente ahora escuchemos esto, como vemos en el mundo, el maoísmo marcha inconteniblemente a comandar la nueva ola de la revolución proletaria mundial ¡entiéndase bien y compréndase! los que tienen oídos, usenlos, los que tienen entendimiento y todos los tenemos manéjenlos ¡basta de necedades basta de oscuridades! ¡entendamos eso! ¿qué se desenvuelve en el mundo? ¿qué necesitamos? necesitamos que el maoísmo sea encarnado y lo está haciendo y que pase generando Partidos Comunistas, a manejar, a dirigir, esa nueva gran ola de la revolución proletaria mundial que se nos viene.

Todo lo que nos dijeron, la cháchara vacía y necia de la famosa "nueva etapa de paz" ¿en qué ha quedado? ¿qué de Yugoslavia? ¿qué de otros lugares?. Todo se politizó; eso es mentira. Hoy día la realidad es una, los mismos contendientes de la I y II Guerra Mundiales, están generando, están preparando la III nueva guerra mundial. Eso debemos saber y nosotros como hijos de un país oprimido somos parte del botín ¡No lo podemos consentir! ¡Basta ya de explotación imperialista! ¡Debemos acabar con ellos!. Somos del tercer mundo y el tercer mundo es base de la revolución proletaria mundial, con una condición, que los Partidos Comunistas enarbolen y dirigan. ¡Es lo que hay que hacer!

Nosotros pensamos lo siguiente; el próximo año se cumplen 100 años del nacimiento del Presidente Mao, ¡Hay que celebrar los 100 años! y los estamos organizando con los Partidos Comunistas. Queremos una manera nueva, una celebración que sea la comprensión conciente de la importancia del Presidente Mao en la revolución mundial, y comenzaremos este año la celebración y la remataremos el próximo; será un grandioso proceso de celebración, quiero aquí aprovechar, para saludar al proletariado internacional, a las naciones oprimidas de la tierra, al Movimiento Revolucionario Internacionalista.

¡VIVA EL PARTIDO COMUNISTA DEL PERU!
¡LA GUERRA POPULAR VENCERA INEVITABLEMENTE!
¡SALUDAMOS DESDE AQUI AL FUTURO NACIMIENTO DE LA REPUBLICA POPULAR DEL PERU!
Decimos: ¡¡GLORIA AL MARXISMO-LENINISMO-MAOISMO!!
Y decimos finalmente, ¡¡HONOR Y GLORIA AL PUEBLO PERUANO!!



Septiembre, 1992

Sobre la Dirección Colectiva y la Responsabilidad Individual en el Seno del Partido. PCI (maoísta)



France - Gilets jaunes 28 septembre Toulouse



 La imagen puede contener: una o varias personas, personas de pie, multitud y texto

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En Toulouse (Tolosa) miles de personas se manifiestan esta hora por el centro de la ciudad, al grito de !Macron dimisión! ¡Anticapitalistas! junto a canciones, numerosos carteles banderas occitanas y piratas. Según imagenes en directo de https://www.facebook.com/GiletsJaunesToulouse/
Por el momento no ha aparecido las fuerzas represivas ni se han registrado incidentes de importancia. Un local de comida rápida, de una conocida marca americana, fue obligado a cerrar y las mesas de la terraza fueron derribadas en la plaza Wilson. Disparos de gases lacrimógenos y  presencia de fuerzas represivas pero sin mayores incidentes.

CATALUNYA: Más de doce mil personas en la manifestación por la libertad de los jovenes del CDR, en Sabadell.


Más de 9.000 personas se manifiestan en Sabadell para pedir la libertad de los CDR encarcelados

 
correovermello-noticias
Barcelona, 28.09.19.
Según cálculos de la Guardia Urbana de Sabadell, mas de doce mil personas participaron en la manifestación convocada por la plataforma  ''Llibertat Detingudes 23-S" y Alerta Solidaria, el colectivo de abogados que representa a los nuevos presos políticos.
Al grito de "Todos somos CDR" la gran manifestación partio desde la sede de los juzgados y  recorrió las calles de Sabadell hasta el Ayuntamiento, donde concluyo con la intervención de diversas personalidades. Durante el recorrido se produjeron abucheos por elementos policiales infiltrados.
El ambiente de crispación por las detenciones y la próxima sentencia contra los políticos del Process, fue evidente.
El periodista y exdiputado de la CUP David Fernàndez ha dicho que el país "no aceptará ningún secuestro" y "no acatarán ninguna injusticia". Una familiar de los CDR encarcelados ha afirmado que han optado para unirse y que "el independentismo no es terrorismo". También ha reivindicado la "fuerza" del asociacionismo, del 1-O y de la solidaridad para "no ceder ante la injusticia", informa El Nacional.cat

CACHEMIRA / JAMMU: India intensifica la represión mientras crece la revuelta.




 
correovermello-noticias
New Delhi, 30.09.19
Según informan, agencias noticiosas internacionales, las fuerzas armadas de ocupación indias, han sido reforzadas con nuevas unidades, mientras continúan el Estado de Sitio no declarado.
Unidades de las CRPF, desde altavoces repiten el mensaje a los habitantes para que no salgan de sus viviendas y respeten el toque de queda. Los servicios de internet y telefonía siguen bloqueados y se estima en mas de tres mil los detenidos, incluidos políticos, maestros, trabajadores y estudiantes.
Este fin de semana se han producido numerosas protestas y enfrentamientos con las fuerzas de ocupación en ciudades como Srinagar y el área circundante de la región de Soura.
Según las agencias el discurso del lider pakistaní en la ONU ha tenido gran repercusión en la población cachemir.
También se informa, de un combate en la carretera Srinagar-Jammu, en Batote, entre milicianos independentistas y fuerzas represivas indias en la que habrían muertos tres de los primeros y un militar indio.
Los enfrentamientos en la zona fronteriza son constantes con bajas mortales en ambos bandos.