Tuesday, May 5, 2026

Brasil - Oil workers boykot Israel

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Neanche una goccia di petrolio per Israele“. Con questo slogan, il sindacato dei lavoratori del petrolio di Rio de Janeiro (Sindpetro RJ) sta portando avanti una serie di azioni contro le compagnie petrolifere e il governo Lula, opponendosi alla fornitura di petrolio alla macchina da guerra sionista.

Esportare la morte

Oil Change International ha pubblicato il rapporto “Behind the Barrel: New Insights into Countries and Companies Responsible for Supplying Fuel to Israel” (Dietro il barile: nuove prospettive sui paesi e le aziende responsabili della fornitura di carburante a Israele), che si riferisce all’anno 2024 e identifica il Brasile come il quarto maggiore fornitore di petrolio e prodotti petroliferi allo Stato di Israele, rappresentando il 9% delle esportazioni totali verso quel paese tra ottobre 2023 e giugno 2024.

La relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti dei palestinesi, Francesca Albanese, ha accusato duramente le multinazionali di trarre profitto dal genocidio nel suo rapporto al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, intitolato “From an Economy of Occupation to an Economy of Genocide” (Da un’economia di occupazione a un’economia di genocidio). Il documento identifica le aziende e i paesi che beneficiano finanziariamente del genocidio contro i palestinesi. Il rapporto evidenzia il ruolo crescente dei giacimenti petroliferi brasiliani nella fornitura di carburante alle forze armate israeliane e alle loro forze di occupazione nei territori palestinesi, dove vengono massacrati.

Il giornalista Jamil Chade ha riferito che le esportazioni di petrolio brasiliano verso Israele sono cresciute di circa il 51% nel 2024, raggiungendo un totale di 2,9 milioni di barili. Il Ministero dello Sviluppo, dell’Industria e del Commercio Estero non divulga queste informazioni, né i dettagli delle aziende coinvolte in questo commercio di petrolio.

Rottura immediata tra Brasile e Israele

Il leader dei lavoratori del petrolio sottolinea la necessità che tutti i sindacati, le federazioni sindacali e i movimenti sociali brasiliani intensifichino la campagna in difesa della Palestina. «Il popolo palestinese ha subito una pulizia etnica; oltre il 90% delle case a Gaza è stato distrutto, così come i servizi pubblici essenziali come ospedali, scuole e università. La fame è diventata un’arma di guerra, proprio come accadde agli ebrei durante l’Olocausto. È urgente chiedere al governo di Lula di interrompere ogni legame commerciale, militare e diplomatico con lo Stato israeliano», sottolinea il lavoratore del settore petrolifero.

A tal proposito, il Sindacato dei Lavoratori del Petrolio di Rio de Janeiro, insieme alla Federazione Nazionale dei Lavoratori del Petrolio, ha organizzato diverse azioni, dibattiti ed eventi per chiedere la sospensione delle spedizioni di petrolio brasiliano verso Israele, sostenendo che questo carburante alimenta la macchina bellica israeliana nel conflitto di Gaza.

Neanche una goccia di petrolio per Israele

Il sindacato ha intensificato la sua campagna con lo slogan “Interrompere la fornitura di petrolio greggio e prodotti raffinati”, lanciando materiale informativo (opuscoli) a sostegno del popolo palestinese.

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