Allemagne : Procès des « Ulm 5 » reporté après des tensions à l’audience
En Allemagne, le procès de cinq militants pro-palestiniens, accusés d’avoir pénétré en septembre 2025 sur un site d’une filiale du fabricant d’armes israélien Elbit Systems à Ulm et d’y avoir causé environ un million d’euros de dégâts, a été marqué par de fortes tensions avant d’être reporté. Lors de l’audience du 27 avril 2026 à Stuttgart, les avocats de la défense ont quitté la salle après s’être vu refuser la possibilité de s’asseoir aux côtés de leurs clients, puis ont occupé symboliquement leurs places derrière une vitre de sécurité. Face à leur refus de regagner leurs sièges malgré les injonctions du juge, l’audience a été suspendue puis elle a ensuite été ajournée, le procès devant reprendre dans une semaine. Ces restrictions sont une atteinte claire aux droits à la défense. Les accusés, de nationalité irlandaise, britannique, espagnole et allemande, âgés de 25 à 40 ans, sont poursuivis pour dégradations, intrusion et appartenance présumée à un groupe militant, en lien avec une action visant à dénoncer le soutien de l’Allemagne au génocide en Palestine. Ils sont entrés dans la salle d’audience en arborant de larges sourires et en saluant la foule.
processo all* “5 di Ulm”
Cinque giovani attivist* con base a Berlino sono stat* arrestat* l’8 settembre 2025 in relazione a un’azione presso la Elbit Systems di Ulm, in Germania. L’obiettivo dell’azione era quello di interrompere il flusso di armi verso Israele.
La Elbit Systems fornisce l’86% delle armi e della tecnologia
di sorveglianza dell’esercito israeliano, utilizzate negli attacchi che
hanno ucciso bambin* e adult* civili palestinesi.
Il processo a THE ULM 5 inizia oggi, 27 aprile, a Stoccarda.
Dal
momento del loro arresto, Daniel, Zo, Crow, Vi e Leandra sono detenuti
in custodia cautelare in cinque diverse prigioni nel sud-ovest Germania
nonostante, durante la loro azione, nessun* sia rimast* feritoe nessun dei cinque abbia precedenti penali.
Oltre
a violazione di domicilio e danneggiamento di proprietà, l* cinque
amic* sono stat* accusat* ai sensi del famigerato articolo 129 del
codice penale tedesco: appartenenza a un’organizzazione
criminale, che prevede una pena detentiva fino a cinque anni.
L’articolo
129 – che non richiede il rispetto di criteri chiaramente definiti e
che ha una lunga storia di utilizzo come strumento di repressione
politica – è sufficiente a giustificare la detenzione preventiva fino a
sei mesi. Il tribunale ha ormai superato tale termine, violando le norme
di legge, e la richiesta di libertà su cauzione per ciascun* dei cinque
continua a essere negata.
Ma la situazione è ancor peggiore: nella
più recente decisione di negare la scarcerazione in attesa di giudizio,
la Corte d’Appello Regionale (Oberlandesgericht), speculando sulla natura dell’azione,
ha
affermato che sarà improbabile che l* cinque ricevano una condanna al
minimo previsto e che, in ogni caso, verrebbe sospesa. Questa ipotesi,
prima ancora dell’inizio del processo e senza aver ascoltato alcuna
prova da parte della difesa, solleva seri interrogativi sul ‘giusto
processo’.
Lo Stato tedesco sta trattando l* 5 di Ulm come se
rappresentassero una minaccia per la società, quando tutto quello che
hanno fatto è stato provare fermare un genocidio. Le tipiche condizioni
di detenzione preventiva in Germania, unite alle disposizioni
dell’articolo 129, implicano che l* cinque siano sottoposti a un
trattamento particolarmente severo, con condizioni e restrizioni che
includono l’isolamento, visite limitate e sorvegliate e il controllo
delle telefonate e della corrispondenza.
Per qualsiasi richiesta, comprese dichiarazioni da parte di avvocat* o familiari, scrivere a ulm5family@proton.me. Per informazioni, rimanete aggiornat* su https://ulm5.info/en/ e sulla pagina instagram https://www.instagram.com/theulm5/
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